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Una storia lunga più di cento anni per la crescita dei nostri territori, nello spirito della mutualità e della cooperazione.
Le origini della nostra Banca risalgono ai primi del ‘900. La sua costituzione avvenne, infatti, il 12 ottobre 1904, grazie all'azione di don Dario Flori, il popolare "Sbarra" che, ordinato sacerdote nel 1892, fu inviato come cappellano proprio nella parrocchia di Vignole. Qui dimostrò subito un carattere intraprendente e vigoroso, improntando la sua attività pastorale al riscatto materiale e sociale della popolazione rurale, secondo i principi dell’enciclica Rerum novarum di Leone XIII. Nel 1896 organizzò il primo sciopero delle "trecciaiole", donne che intrecciavano la paglia per ricavarne cappelli e altri oggetti, mentre alcuni anni più tardi dette vita alla "Cassa rurale di prestiti di Vignole", con la sede ubicata nella canonica della parrocchia stessa.
Oltre a don Flori, furono sette i soci fondatori: uno di essi, Bernardo Luchetti, era negoziante, mentre Giosuè Marini, Ottavio Caramelli, Luigi Tuci, Giovanni Giusti, Raffaello Mazzinghi e Fortunato Gori erano tutti contadini.
Partita con un patrimonio di 48 lire, dopo ventitre anni di attività, la Cassa, nel 1927, aveva un patrimonio di 36.702 lire, 1.075.000 lire di depositi e 360.010 lire di impieghi, con un rapporto impieghi/depositi ottimale, a dimostrazione della bontà del lavoro svolto dagli amministratori, improntato a saggi criteri di prudenza.
Il primo presidente, rimasto in carica fino al 1922, fu Ottavio Caramelli, cui seguirono Agenore Bianchi, che fu presidente fino al 1932, Gino Melani che guidò la Banca fino al 1938 e Saverio Fabbri, rimasto in carica fino al 1973.
Nel 1963 iniziò un regolare servizio di sportello e, contemporaneamente, in seno al Consiglio di Amministrazione, ci fu un graduale e costante rinnovamento che portò all'ingresso di nuovi amministratori, destinati a ricoprire ruoli importanti, a iniziare da Marcello Fabbri, detto Cesare,che nel 1965 diventò presidente del collegio sindacale e quindi, dal 1973 al 1995, presidente della cooperativa. Intanto, nel 1969, era stato assunto Adolfo Guerrini, poi nominato direttore generale, dal 1971 al 2009. In quegli anni la Cassa operava con due dipendenti, su un territorio limitato ai soli comuni di Quarrata e Agliana.
Per vedere l'inaugurazione della prima agenzia, a San Michele Agliana, bisognerà attendere fino al 17 dicembre 1983. Nel 1984 furono installati i primi sportelli bancomat, mentre i dipendenti della Cassa Rurale erano ormai 21 e la competenza...
Per vedere l'inaugurazione della prima agenzia, a San Michele Agliana, bisognerà attendere fino al 17 dicembre 1983. Nel 1984 furono installati i primi sportelli bancomat, mentre i dipendenti della Cassa Rurale erano ormai 21 e la competenza territoriale comprendeva anche i comuni di Lamporecchio, Montemurlo, Prato, Serravalle Pistoiese e Vinci.
Nel 1988 arriva un’importante autorizzazione dalla Banca d'Italia, che permette alla Cassa Rurale ed Artigiana di Vignole di effettuare operazioni riguardanti anche l'estero merci. La Banca d’Italia, inoltre, autorizza l'investimento immobiliare...
Nel 1988 arriva un’importante autorizzazione dalla Banca d'Italia, che permette alla Cassa Rurale ed Artigiana di Vignole di effettuare operazioni riguardanti anche l'estero merci. La Banca d’Italia, inoltre, autorizza l'investimento immobiliare per la nuova sede, che sarà inaugurata il 25 aprile 1992, e liberalizza l'apertura degli sportelli.
Nel frattempo, nel marzo 1991, viene aperta la nuova agenzia di S. Giusto, a Prato, cui farà seguito, nel maggio 1993, l'apertura di quella di S. Paolo, sempre a Prato. Dal 1993 cambia anche la normativa che regola l’attività bancaria, con il vecchio Testo Unico del 1937 che va in pensione, sostituito dal nuovo, che impone alle Casse Rurali e Artigiane di cambiare denominazione, facendole diventare le attuali Banche di Credito Cooperativo.
A Vignole, nel 1993, i dipendenti raggiungono quota 60, mentre al 31 marzo dello stesso anno i soci sono diventati 304. Nel 1995 la competenza territoriale si espande su 16 comuni delle province di Pistoia, Firenze e Prato. Per la sua posizione strategica, al centro della cosiddetta area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, la BCC di Vignole continua a svolgere il proprio ruolo, a servizio dell'economia e delle comunità presenti sul territorio di riferimento.
Il 1995 è un anno importante per la nostra Banca. Il presidente Cesare Fabbri e il vicepresidente Luciano Marini, entrambi molto apprezzati, concludono, infatti, la loro esperienza di servizio.
A guidare la cooperativa, certo molto diversa da quella che novant'anni prima don “Sbarra” aveva fatto nascere, arrivano Giancarlo Gori e Franco Benesperi. E' un rinnovamento che avviene sul filo della continuità, perché entrambi erano già nel Consiglio di Amministrazione.
Il 16 dicembre 1995 viene inaugurata l’agenzia di Lamporecchio, con la Banca che continua a crescere in modo graduale e omogeneo anche negli anni successivi, fino al 2001, quando vengono inaugurate le nuove agenzie di Quarrata e di Sovigliana, nel comune di Vinci.
In occasione del primo centenario dalla fondazione, celebrato nel 2004, la Banca di Vignole è ormai una realtà importante nel panorama bancario toscano. Continuano anche le nuove aperture e nel 2006 arrivano le agenzie di Ponte a Elsa (Empoli) e di Santonuovo (Quarrata), mentre l’anno successivo giunge quella di Spedalino Agliana.
Il 23 maggio 2009 l’Assemblea straordinaria dei Soci modifica alcuni articoli dello Statuto Sociale, in attuazione delle disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche. Il 1° luglio 2009, Adolfo Guerrini...
Il 23 maggio 2009 l’Assemblea straordinaria dei Soci modifica alcuni articoli dello Statuto Sociale, in attuazione delle disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche. Il 1° luglio 2009, Adolfo Guerrini, storico direttore generale, assunto nel lontano 1969, va in pensione e alla guida della Banca viene nominato Elio Squillantini. Un avvicendamento che garantisce continuità rispetto al passato e, nello stesso tempo, prepara la nostra Banca ad affrontare le sfide del futuro. Sempre nel 2009, avviene l’inaugurazione della nuova agenzia di Galciana, la terza nel territorio pratese.
Nell’Assemblea ordinaria dei Soci del 23 maggio 2010, nella splendida cornice della Fattoria Medicea di Monsummano Terme, si svolge l’elezione per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, in carica per il triennio 2010/2013, con la conferma di Giancarlo Gori e Franco Benesperi rispettivamente alla presidenza e alla vicepresidenza della banca.
Il 9 novembre 2010, il Cda della banca delibera la costituzione del "Club Giovani Soci Bcc Vignole"; un organismo formalmente costituito in seno alla compagine sociale, con tanto di regolamento e comitato direttivo che in poco tempo si impone all'attenzione a livello nazionale, divenendo per numero e iniziative, la realtà più importante in Toscana.
Con l'apertura delle due nuove agenzie di Piazza Marconi in Prato e di Montemurlo, avvenuta in sequenza negli anni 2011 e 2012 e la fusione per incorporazione della ex Bcc della Montagna Pistoiese, divenuta operativa dal 1° luglio 2012, la Banca di Credito Cooperativo di Vignole e della Montagna Pistoiese è divenuta una realtà di primo piano nel panorama delle bcc toscane.
Attraverso le sue 16 agenzie, ubicate nelle province di Pistoia, Prato, Firenze, Pisa, Modena e Bologna, la banca ha così esteso notevolmente la propria competenza territoriale.
Davvero un bel traguardo per la "Banchina" di Vignole, fondata nel lontano 1904 da don Dario Flori e sette lungimiranti cooperatori.
1883 nasce la prima Cassa Rurale a Loreggia, Padova, ad opera di Leone Wollemborg. 1888 viene costituita la “Federazione fra le Casse Rurali e Sodalizi affini” cui aderiscono 51 Casse Rurali. 1890 grazie alla operosità di un giovane sacerdote, don...
1883 nasce la prima Cassa Rurale a Loreggia, Padova, ad opera di Leone Wollemborg.
1888 viene costituita la “Federazione fra le Casse Rurali e Sodalizi affini” cui aderiscono 51 Casse Rurali.
1890 grazie alla operosità di un giovane sacerdote, don Luigi Cerutti, nasce a Gambarare, in provincia di Venezia, la prima Cassa Rurale Cattolica.
1891 l’enciclica “Rerum Novarum” di papa Leone XIII, sollecitando i cattolici all’azione sociale, a forme di tipo solidaristico per vincere la solitudine dei più poveri, diviene il manifesto dell’ampio, diffuso movimento.
1897 le Casse Rurali sono oltre 900, di cui 775 quelle cattoliche; le Federazioni, a carattere diocesano, cominciano a darsi una prima struttura organizzativa.
1917 nasce a Roma, dopo diversi tentativi, la Federazione Italiana delle Casse Rurali con funzioni di rappresentanza e tutela del gruppo, di promozione e perfezionamento delle banche associate, con una struttura di supporto alle Casse di tipo sindacale, tecnico e finanziario.
1919 si verifica la grande scissione. Le cooperative cattoliche si staccano dalla Lega delle cooperative e formano la Confederazione Cooperative Italiane, alla quale aderisce la Federazione Italiana delle Casse Rurali.
1926 il regime fascista, che vuole controllare la cooperazione, crea l’Ente Nazionale Fascista della Cooperazione. La legge sulla disciplina giuridica del rapporto di lavoro impone la costituzione dell’Associazione Nazionale tra le Casse Rurali ed Enti Assimilati con un presidente per legge di nomina governativa.
1936 nasce l’Ente Nazionale delle Casse Rurali Agrarie ed Enti Ausiliari (Encra). Viene varata la Legge Bancaria.
1937 entra in vigore il Testo Unico delle Casse Rurali e Artigiane. Il TUCRA non favorisce l’espansione numerica delle Rurali che, dopo la caduta del regime fascista, risultano notevolmente diminuite passando da 3.540 nel 1922, anno in cui raggiunsero la massima numerosità, a 804 nel 1947.
1944 viene sciolta la Federazione Nazionale delle Casse Rurali ed Enti Ausiliari, mentre continua ad operare l’Ente Nazionale delle Casse Rurali.
1946 viene ricostituita dai cattolici la Confederazione Cooperative Italiane e dai cooperatori di altra ispirazione la Lega nazionale delle Cooperative e Mutue.
1950 viene ricostituita la Federazione Italiana delle Cassa Rurali e Artigiane.
1961 comincia una attività di riorganizzazione e rilancio del movimento e dell’operatività delle Casse. Si ricostituiscono le Federazioni locali e si ristrutturano quelle esistenti, conferendo loro funzioni di rappresentanza, tutela ed assistenza tecnica a livello regionale e interregionale delle Casse associate.
1963 costituzione dell’Istituto di Credito delle Casse Rurali e Artigiane (Iccrea) che ha come obiettivo “rendere più efficace e intensa l’opera delle Casse Rurali e Artigiane, agevolando, coordinando e incrementandone l’azione, mediante lo svolgimento di funzioni creditizie, di intermediazione tecnica ed assistenza finanziaria” (art. 2 statuto Iccrea). Nel corso degli anni ’60, si realizza un progetto di gestione integrata del sistema, che passa prima di tutto per la funzione di coordinamento e rappresentanza che dovranno svolgere le Federazioni locali.
1970 nasce l’Editrice delle Casse Rurali e Artigiane, l’Ecra.
La Federazione Italiana è tra i membri fondatori dell’Associazione delle Banche Cooperative della Cee, il Groupment des Cooperatives d’Epargne et de Crédit, che ha lo scopo di promuovere e di tutelare gli interessi della categoria in sede comunitaria. Federazione e Iccrea aderiscono inoltre all’Unione Internazionale Raiffeisen, IRU.
1973 nascono le Casse Centrali di Bolzano e Trento.
1977 nasce Agrileasing, società che pone le Casse Rurali in condizione di effettuare operazioni di leasing immobiliare e mobiliare.
1978 viene creato il Fondo Centrale di Garanzia, primo strumento di tutela dell’industria bancaria italiana. Si tratta di un’iniziativa volontaria delle Casse Rurali, non disposta da normative.
1980 su iniziativa della Federazione Italiana nasce la Scuola Centrale del Credito Cooperativo, organismo per la formazione all’interno del Credito Cooperativo, l’attuale SEF Consulting.
1981 adesione della Federazione Italiana e di buona parte delle Casse Rurali all’Associazione Bancaria Italiana – ABI.
1985 Iccrea costituisce una società per la gestione dei fondi comuni di investimento mobiliare, la Coogestioni (oggi Aureo Gestioni), che esordisce sul mercato lanciando il fondo “Aureo”.
1987 nasce il Fondo di Previdenza per il Personale delle Casse Rurali e Artigiane, attuale Fondo Pensione Nazionale.
1993 entra in vigore il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia che consente alle Banche di Credito Cooperativo (questa la nuova denominazione stabilita per via normativa, con l’eccezione di Trento e Bolzano) di offrire tutti i servizi e i prodotti finanziari al pari delle altre banche.
1995 inizia la propria attività la capogruppo di impresa, Iccrea Holding Spa, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo delle società partecipate. Le principali sono: Iccrea Banca, Banca Agrileasing, Aureo Gestioni, BCC Vita.
1997 al Fondo Centrale di Garanzia si sostituisce il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGD), nuovo strumento obbligatorio di tutela in linea con la direttiva dell’Unione Europea, che svolge anche funzioni di prevenzione delle crisi, a differenza dell’analogo strumento operativo per il resto dell’industria bancaria.
1999 nell’ambito del XII Convegno Nazionale di Riva del Garda si approva la definizione del sistema a rete e si pubblica la Carta dei Valori del Credito Cooperativo.
2003 la riforma del diritto societario riconosce e conferma alle BCC-CR la loro natura di cooperative a mutualità prevalente.
2004 nasce il Fondo Garanzia degli Obbligazionisti (FGO), strumento volontario esclusivo delle Banche di Credito Cooperativo che tutela i portatori di obbligazioni clienti delle BCC.
2005 nell’ambito del XIII Convegno Nazionale tenutosi a Parma, si registra l’approvazione del Progetto di qualificazione del “sistema a rete” delle BCC che prevede la creazione di una forma di garanzia incrociata a protezione della clientela delle BCC e l’approvazione della Carta della Coesione.
2008 il 25 luglio viene costituito il Fondo di Garanzia Istituzionale. Obiettivo del Fondo è quello di tutelare la clientela delle BCC salvaguardando la liquidità e la solvibilità delle banche aderenti attraverso azioni correttive ed interventi di sostegno e prevenzione della crisi.
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